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OGM. Europa decide , lo Stato conta poco.

In Sin categoría on 26 de mayo de 2013 at 16:22

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In Italia precisamete in Friuli Vg libero da Ogm. Ci sono non poche possibilitá che La Corte di Giustizia europea scagiona Giorgio Fidenato in tal modo riconoscerebbe la possibilitá e libertà di seminare mais geneticamente modificato riconosciuto dal catalogo europeo ma senza alcuna autorizzazione dello Stato, incotriamo realtá che si oppongono . Lo fa la Regione FVG che, non intende modificare la legge approvata dalla giunta Tondo.
Allo stesso tempo troviamo varie associazioni come Coldiretti che aderiscono alla task force “per un’Italia libera da Ogm”. Peccato però che il tempo per agire introducendo le regole che oggi mancano – i piani di coesistenza previsti dall’Europa non sono stati recepiti dall’Italia – siano stretti.
L’udienza conclusiva del processo a Giorgio Fidenato è fissata l’8 luglio, ma l’imputato, potrebbe chiedere al giudice di anticipare la data. E nel caso si autorizzasse il dissequestro delle sementi OGM. Prima dell’arrivo dell’estate e soprattutto di nuovi limiti, Fidenato potrebbe seminare.
La Regione « ha tutte le intenzioni di confermare il divieto alla coltivazione degli Organismi geneticamente modificati in tutto il Friuli Venezia Giulia», ribadisce l’assessore all’agricoltura Sergio Bolzonello, che ha dovuto sospendere il regolamento attuativo alla legge 5 del 2011 in forma preventiva: «Si è voluto mettere in sicurezza la normativa regionale rispetto a una possibile apertura di una pericolosa procedura di infrazione da parte dell’Unione europea». Intenzione della giunta è emanare «in tempi brevi linee di coesistenza da far valere a livello regionale, garantendo la salvaguardia delle produzioni convenzionali regionali».
Secondo la Regione, «il divieto alla coltivazione degli Ogm continua a valere sulla base della normativa nazionale, che subordina la semina di Ogm a specifica autorizzazione che può venir rilasciata solo se viene verificata caso per caso questa possibilità di coesistenza». Qui troviamo l´Europa il divieto di coltivare Ogm può valere solo se viene provato un danno all’ambiente o alla salute, “prima distruggi i campi e la salute, poi troveremo una soluzione”, questo é il pensiero del’Europa.

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Indian farmer 2002 Indian farmer 2013

In Sin categoría on 6 de mayo de 2013 at 23:14

14701monsantocontrol[1] During 2002 Indian Farmers Committing Suicide as a Result of Monsanto’s GM CropsMonsanto’s GM crops were supposed to feed the world hunger and starvation but instead the diverse sustainable organic agriculture was replaced with globalization, GMO crop failures and its threat to environment and human’s health, monopoly, farmer’s suicide and world wide control of seeds. Every 30 minutes an Indian farmer commits suicide as a result of Monsanto’s GM crops. In the last decade more than 250,000 Indian farmers have killed themselves because of Monsanto’s costly seeds and pesticides. Globalization and monopoly have forced farmers to buy GM seeds and since GM crops have become pests’ resistance, the farmers have no choice but to purchase Monsanto’s pesticide. Sometimes GM crops fail over and over again; GM crops also do not grow back again next year and every year farmers have to buy new seeds.

In India 2013…the collection of royalties from seed has led to Monsanto controlling 95 percent of the cottonseed supply, 95 percent through a monopoly, not through the choice of the farmers, as it’s often made out to be. Farmers are getting indebted because the price of seed jumped 8,000 percent, and there’s no option.

Matando la mozzarella di bufala.

In Sin categoría on 4 de mayo de 2013 at 23:47

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Napoli – Il primo luglio potrebbe essere già troppo tardi. Dunque, poco più di tre mesi per salvare la mozzarella di bufala campana Dop.

Facce scure e volti tesi ieri nella sede del Consorzio di tutela, a San Nicola la Strada, nel Casertano: respinte in blocco le norme attuative della legge 205/2008 che prevede l’obbligo di «linee separate» per la produzione di mozzarella di bufala campana Dop. «Un tentativo surrettizio – spiegano al Consorzio – di uccidere il settore, fare piazza pulita di un marchio che dà fastidio ai grandi mercati alimentari del Nord, svilire l’unicità di un prodotto fra i pochi in grado di «menar vanto» per il Mezzogiorno e la Campania».

Insomma – è il messaggio neppure tanto subliminare – tutelare la mozzarella di bufala campana Dop vuol dire salvaguardare il Sud dall’aggressione speculativa dei mercati alimentari collegati a imprese leghiste. Fuori dal politichese il tema è, e resta, tutto di natura «squisitamente» tecnica. E cioè l’obbligo per gli operatori inseriti nel sistema di controllo della Dop di produrre mozzarella di bufala campana in stabilimenti esclusivamente dedicati a tale produzione. Il che implica necessariamente investimenti ingenti (si parla di decine di milioni di euro) «non certo sostenibili in questa delicata fase di crisi economica e produttiva».

Pertanto – come prescrivono le nuove norme – in assenza di impianti separati, gli addetti sarebbero costretti a non utilizzare per altri prodotti (la ricotta e i formaggi, per esempio) il latte in eccesso che non viene impiegato per la Dop. L’eccedenza si registra soprattutto nel periodo invernale.

Le nuove disposizioni, che sarebbero dovute entrare in vigore già a gennaio, sono state rinviate di sei mesi lo scorso dicembre grazie al Milleproroghe. Ma il tempo stringe. Ecco perché, con toni allarmistici, il presidente del Consorzio di tutela della Dop Domenico Raimondo e il direttore Antonio Lucisano sono stati categorici: «Dal prossimo 1 luglio saremo costretti ad abbandonare definitivamente la produzione di mozzarella di bufala campana Dop». Un danno economico e di immagine dalle conseguenze incalcolabili sia sotto il profilo della tracciabilità e sicurezza alimentare (si potrà produrre mozzarella di bufala con latte congelato o proveniente dall’Est) sia sotto il profilo essenzialmente commerciale dal momento che la concessione della Dop verrebbe svalutata sul mercato nazionale nonché nel comparto esportazioni.

Per ora i 110 soci del Consorzio hanno proclamato una sorta di stato di agitazione e scritto una lettera dai toni ultimativi al ministero delle Politiche agricole. Ma se la mozzarella di bufala campana Dop rischia il default, le responsabilità sono tante. Resta da comprendere, per esempio, perché le modifiche al Disciplinare proposte dallo stesso Consorzio nel gennaio del 2012 (modifiche tendenti a superare, almeno in parte, le difficoltà imposte dall’obbligo della «linea di produzione separata») non abbiano ancora ricevuto né il parere della Regione né quello del ministero.

Il consigliere delegato Daniela Nugnes ha convocato un summit a Santa Lucia. Ma si studiano anche strade alternative, fra cui l’ipotesi di un ricorso al Tar o, addirittura, alla Consulta, invocando presunti profili di incostituzionalità della legge che lederebbe i principi di libera concorrenza e libertà d’impresa.
Lorenzo Calò

Tabali, Talinay, Chardonnay.

In Sin categoría on 4 de mayo de 2013 at 23:30

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Tabali, Talinay, Chardonnay , sorprende por su frescura y potencialidad de guarda, gracias a una acidez alta, poco comun en un Chardonnay de Chile, un blanco que no cede a las presiones de tener que mostrar fruta, se percibe en nariz&paladar su origen, muy cerca del mar, y sus suelos de cal.
Frescor y mineralidad exprecion de este blanco bien autentico.