Authentic Wine...Food

Matando la mozzarella di bufala.

In Sin categoría on 4 de mayo de 2013 at 23:47

mozzarella[1]

Napoli – Il primo luglio potrebbe essere già troppo tardi. Dunque, poco più di tre mesi per salvare la mozzarella di bufala campana Dop.

Facce scure e volti tesi ieri nella sede del Consorzio di tutela, a San Nicola la Strada, nel Casertano: respinte in blocco le norme attuative della legge 205/2008 che prevede l’obbligo di «linee separate» per la produzione di mozzarella di bufala campana Dop. «Un tentativo surrettizio – spiegano al Consorzio – di uccidere il settore, fare piazza pulita di un marchio che dà fastidio ai grandi mercati alimentari del Nord, svilire l’unicità di un prodotto fra i pochi in grado di «menar vanto» per il Mezzogiorno e la Campania».

Insomma – è il messaggio neppure tanto subliminare – tutelare la mozzarella di bufala campana Dop vuol dire salvaguardare il Sud dall’aggressione speculativa dei mercati alimentari collegati a imprese leghiste. Fuori dal politichese il tema è, e resta, tutto di natura «squisitamente» tecnica. E cioè l’obbligo per gli operatori inseriti nel sistema di controllo della Dop di produrre mozzarella di bufala campana in stabilimenti esclusivamente dedicati a tale produzione. Il che implica necessariamente investimenti ingenti (si parla di decine di milioni di euro) «non certo sostenibili in questa delicata fase di crisi economica e produttiva».

Pertanto – come prescrivono le nuove norme – in assenza di impianti separati, gli addetti sarebbero costretti a non utilizzare per altri prodotti (la ricotta e i formaggi, per esempio) il latte in eccesso che non viene impiegato per la Dop. L’eccedenza si registra soprattutto nel periodo invernale.

Le nuove disposizioni, che sarebbero dovute entrare in vigore già a gennaio, sono state rinviate di sei mesi lo scorso dicembre grazie al Milleproroghe. Ma il tempo stringe. Ecco perché, con toni allarmistici, il presidente del Consorzio di tutela della Dop Domenico Raimondo e il direttore Antonio Lucisano sono stati categorici: «Dal prossimo 1 luglio saremo costretti ad abbandonare definitivamente la produzione di mozzarella di bufala campana Dop». Un danno economico e di immagine dalle conseguenze incalcolabili sia sotto il profilo della tracciabilità e sicurezza alimentare (si potrà produrre mozzarella di bufala con latte congelato o proveniente dall’Est) sia sotto il profilo essenzialmente commerciale dal momento che la concessione della Dop verrebbe svalutata sul mercato nazionale nonché nel comparto esportazioni.

Per ora i 110 soci del Consorzio hanno proclamato una sorta di stato di agitazione e scritto una lettera dai toni ultimativi al ministero delle Politiche agricole. Ma se la mozzarella di bufala campana Dop rischia il default, le responsabilità sono tante. Resta da comprendere, per esempio, perché le modifiche al Disciplinare proposte dallo stesso Consorzio nel gennaio del 2012 (modifiche tendenti a superare, almeno in parte, le difficoltà imposte dall’obbligo della «linea di produzione separata») non abbiano ancora ricevuto né il parere della Regione né quello del ministero.

Il consigliere delegato Daniela Nugnes ha convocato un summit a Santa Lucia. Ma si studiano anche strade alternative, fra cui l’ipotesi di un ricorso al Tar o, addirittura, alla Consulta, invocando presunti profili di incostituzionalità della legge che lederebbe i principi di libera concorrenza e libertà d’impresa.
Lorenzo Calò

Anuncios

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión /  Cambiar )

Google+ photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google+. Cerrar sesión /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión /  Cambiar )

w

Conectando a %s

A %d blogueros les gusta esto: